lunedì 2 marzo 2009

Valutazioni e interventi pubblici puntuali


Ciò non toglie che, anche e a maggior ragione nella fase critica che stiamo vivendo, con l'Europa, in un mondo scosso da eventi traumatici e da gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del paese debbano proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere di cui disponiamo, evitando quella dispersione di talenti e di risultati, di cui qui si è detto: talenti e risultati troppo spesso sottovalutati e non tradotti in più alta qualità dell'occupazione e dello sviluppo.
E' perciò molto importante non abbandonarsi proprio in questo campo a "facili e superficiali generalizzazioni" - come lei ha detto, professor Bistoni - negative e liquidatorie, da cui possono scaturire decisioni che mettano a rischio lo sviluppo della ricerca e delle Università. Ho nello stesso tempo apprezzato l'apertura che lei ha mostrato verso ogni seria analisi critica e verso l'esigenza di un profondo ripensamento. Mi auguro che in questo senso si manifesti la più larga sensibilità e disponibilità di docenti, di ricercatori, di studenti e che si possa così rapidamente giungere a valutazioni e interventi pubblici puntuali nei confronti del sistema universitario. Mi auguro che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati. Spetta in modo particolare a voi tutti che operate nell'Università farvi portatori di proposte realistiche e di idee innovative. Ho fiducia che non farete mancare il vostro contributo.

Cosi' il Presidente della Repubblica concludeva qualche giorno fa il suo discorso alla cerimonia conclusiva del 700 anniversario di fondazione dell'Universita' di Perugia, auspicando un passaggio dai tagli indiscriminati che hanno caratterizzato la linea di intervento di questo governo a un sistema di interventi mirati e di valutazioni puntuali delle eccellenze e delle qualita'. Mentre il Governo risponde infastidito che loro tagliano solo gli sprechi (non si sa bene con quale coraggio, data la mannaia che si e' abbattuta sull'Universita' italiana), l’analogo spagnolo del CNR ha valutato con un team di esperti internazionali i piani strategici quinquennali di ogni istituto per l'assegnazione dei fondi. Il Presidente chiede, giustamente, a chi e' nel mondo dell'Universita' e della Ricerca di farsi portatore di idee realistiche e innovative, e nel nostro piccolo qua ci abbiamo provato. Ma il problema e' che ormai non servono neppure idee innovative, basterebbe guardare quello che accade nel resto d'Europa e del Mondo.